Sali d’argento

Valori limite di esposizione professionale ad Argento in trattamenti con Evolyse

I più recenti orientamenti del legislatore in merito ai Valori Limite di Esposizione Professionale a sostanze potenzialmente nocive elencati nell’Allegato XXXVIII del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 Testo Unico e nell’allegato della Direttiva 2006/15/CE indicano in 0,01 mg/m3 il limite massimo di Argento che può essere presente in sicurezza per i lavoratori.

Trattamento 1 ml/m3

Dato il contenuto di Solfato di Argento in Evolyse di 10 mg/L di Ag (10 ppm corrispondenti a 10 mg/Kg), ne deriva che in 1 ml di prodotto nebulizzato sono contenuti 0,01 mg di Ag, anche se chi eroga il prodotto non va mai a contatto con questo. L'analisi della degradazione dell'argento sotto forma ionica, come noi usiamo, ha raggiunto il suo numero massimo di ossidazione e pertanto in ambiente non si ossida ulteriormente. In buona parte viene assorbito da batteri, spore e funghi e scompare, ciò che resta (meno di un quarto) si deposita. Non è quindi possibile in ambiente una presenza di residui di Argento tali da superare i valori limite indicati nel Testo Unico 81/2008.

Anche in trattamenti con dosaggi superiori (da 3ml/m3 e da 5ml/m3) vale il dato che al termine dell’erogazione, il primo elemento che va a depositarsi è il metallo pesante. I valori residui sulle superfici non sono rilevabili a livello di segnalazione al punto da essere di gran lunga inferiori ai limiti di soglia di 0,050 mg/Kg indicati nei Limiti massimi di contatto delle sostanze con gli alimenti (Vedi: EFSA Journal 2006 “Opinion of the scientific panel on food additives, flavourings, processing aids and materials in contact with food”)